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Economia

Sorpresa, per molti immobili soggetti a Imu non si paga l'Irpef

Il risparmio medio a contribuente viene stimato in 93 euro a contribuente, più altri benefici a cascata


La norma c'era già, ma nessuno se ne era accorto. Così è stata accolta con stupore - e sollievo - la recente circolare dell'Agenzia delle Entrate in cui si chiarisce che i fabbricati sfitti e i terreni (per questi ultimi il reddito dominicale) sui quali si è pagata l'Imu sono esclusi dalla dichiarazione dei redditi. In altre parole, non ci si paga l'Irpef (che quando c'era l'Ici, invece, si pagava), comprese le addizionali regionale e comunale. Inoltre, la circolare elenca un'altra serie di situazioni relative ad immobili che permettono il non inserimento nella dichiarazione dei redditi e quindi il non pagamento dell'Irpef (comprese le addizionali regionale e comunale). In sostanza, per gli immobili non locati, per i terreni (reddito dominicale) e per altri immobili c'è una sorta di scambio Imu-Irpef, con l'Irpef che viene assorbita nell'Imu. «Questo - affermano gli esperti - significa che a giugno 2013, quando si andrà a pagare per le dichiarazioni del 2012, i contribuenti beneficeranno di una riduzione Irpef per 1,6 miliardi, corrispondente in media a circa 93 euro a testa». Il meccanismo è semplice, basta in indicare gli immobili che hanno pagato l'Imu - e che sono esenti Irpef - nel rigo apposito della dichiarazione dei redditi, si tratti di 730 e Modello Unico.«L'effetto "sostituzione" - affermano gli esperti de Il Sole 24 Ore -determina anche ricadute dirette sulla determinazione del reddito complessivo, nonché delle deduzioni e delle detrazioni, ove rapportate a questo parametro. Quindi un minor reddito complessivo può determinare l'incremento delle agevolazioni spettanti (ad esempio, per figli a carico). Inoltre, gli immobili non affittati o non locati non concorrono nemmeno alla verifica del superamento del limite di 500 euro di redditi fondiari, fino al quale non risulta dovuta l'imposta».Quando l'Imu assorbe l'IrpefLa sostituzione Imu-Irpef si applica per il reddito dei fabbricati non locati, tra i quali rientrano anche quelli tenuti a disposizione (per i quali, se abitativi, la rendita era maggiorata di 1/3), quelli dati in comodato (ad esempio a parenti, a patto che l'accordo sia genuino) e quelli destinati a uso promiscuo del professionista. La sostituzione non si applica invece per: reddito agrario dei terreni; redditi dei fabbricati locati diversi da quelli cui si applica la cedolare secca; redditi derivanti da immobili non produttivi di reddito fondiario ex articolo 43 del Tuir (cioè gli immobili relativi a imprese commerciali e quelli che costituiscono beni strumentali per l'esercizio di arti e professioni); redditi degli immobili posseduti da soggetti Ires. In quest'ultimo caso, eventuali problemi di duplicazione del carico fiscale (come capitava per l'Ici) si determinano solo nel caso di fabbricati di qualsiasi tipo locati a terzi, oppure di fabbricati patrimonio. Analogamente, non si applica la sostituzione quando dai medesimi beni immobili non si ricavano redditi fondiari bensì redditi diversi, come può accadere per l'affitto di un fondo per usi non agricoli, oppure per le indennità di occupazione. Nessuna sostituzione si produce nel caso di immobili esenti da Imu. In tale fattispecie, però, non rientrano quelli inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati. In più, c'è tutta un'altra serie di situazioni (come la locazione parziale di un immobile) che producono benefici fiscali ai fini del pagamento dell'Irpef.